Case rifugio per le vittime di violenza: la Convenzione sulla prevenzione e la lotta contro la violenza sulle donne

Le Case rifugio e le strutture residenziali non specializzate per le vittime di violenza. La Convenzione del Consiglio d’Europa sulla prevenzione e la lotta contro la violenza sulle donne e contro la violenza domestica (Istanbul, 2011) prevede che gli Stati aderenti predispongano “servizi specializzati di supporto immediato, nel breve e lungo periodo, per ogni vittima di un qualsiasi atto di violenza che rientra nel campo di applicazione” della Convenzione. A partire dalla ratifica in Italia della suddetta Convenzione i Piani nazionali contro la violenza hanno segnato un importante cambio di passo nella conoscenza del sistema della protezione delle donne vittime di violenza. L’Istat ha iniziato dal 2017 a rilevare dati sul Sistema della Protezione delle donne vittime di violenza. Nel 2018 sono state avviate le Indagini sulle prestazioni ed erogazioni dei servizi offerti dai Centri antiviolenza e analoga rilevazione sulle Case rifugio, nel 2020 è stata realizzata la rilevazione statisti...

Giornalisti e informazione libera: due interrogazioni parlamentari alla Commissione europea contro la crisi del pluralismo e la crescente pirateria digitale

 

PIRATERIA EDITORIALE E PLURALISMO IN CRISI. ANTOCI PORTA IL CASO A BRUXELLES: “Difendere la dignità dei giornalisti e l’informazione libera significa difendere la democrazia”

 

Bruxelles, 9 ottobre 2025 - L’eurodeputato Giuseppe Antoci (M5S) ha presentato due interrogazioni parlamentari alla Commissione europea, cofirmate dal collega Gaetano Pedullà, per chiedere una risposta comune alla crisi del pluralismo dell’informazione in Italia e alla crescente pirateria digitale che colpisce il settore editoriale. La prima interrogazione, elaborata a partire da uno studio della Federazione Italiana Editori Giornali (FIEG) sulla diffusione illegale di giornali e riviste tramite piattaforme social e app di messaggistica, chiede alla Commissione regole europee per la rimozione tempestiva e permanente delle diffusioni illegali, nonché una cooperazione rafforzata tra autorità nazionali e piattaforme digitali.

 

La seconda interrogazione si basa sulle conclusioni del Media Pluralism Monitor 2025 dell’European University Institute, che per l’Italia evidenzia un rischio medio-alto dovuto alla concentrazione della proprietà e alla mancanza di trasparenza nel mercato dei media.


La pirateria digitale e la concentrazione editoriale – dichiara Antoci – sottraggono dignità e valore al lavoro dei giornalisti e con essi viene meno un presidio essenziale della democrazia.
 

L’Europa – prosegue Antoci – deve garantire regole comuni per tutelare chi informa, chi investe nella qualità e chi crede in un’informazione libera da condizionamenti.  

Difendere i giornalisti e l’editoria – conclude Antoci – significa difendere i cittadini e il loro diritto a conoscere la verità.”

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