Cuzzocrea, disposto il sequestro di oltre 1 e 600mila euro nei confronti dell’ex Rettore dell’Università di Messina

Messina, decreto di sequestro di oltre 2,4 milioni di euro nei confronti dell'ex rettore dell'Università di Messina Salvatore Cuzzocrea eseguito dalla Guardia di Finanza su ordine del del Gip: l’inchiesta in corso riguarda rimborsi ed altro. La Procura della Repubblica ha avanzato richiesta di arresti domiciliari. Contestate all'ex rettore Cuzzocrea ipotesi plurime di peculato per affidamenti diretti al dipartimento ChiBioFarAm, diretto dallo stesso. 26/11/2025 -  Il 26 novembre, su delega della Procura della Repubblica di Messina, i Finanzieri del Comando Provinciale della Guardia di finanza di Messina hanno eseguito il decreto con il quale il giudice per le indagini preliminari del Tribunale in sede ha disposto il sequestro di somme di denaro per l’importo di oltre un milione e seicentomila Euro, nei confronti dell’ex Rettore dell’Università di Messina, Salvatore Cuzzocrea. L'indagine ha consentito di svelare un sofisticato meccanismo, attraverso il quale l’ex Retto...

Livello di istruzione: il minimo indispensabile per una partecipazione al mercato del lavoro (Sicilia 56,1% - media europea 80,5%)

Indagine conoscitiva su povertà educativa, abbandono e dispersione scolastica. Audizione dell’Istituto Nazionale di Statistica, dott.ssa Cristina Freguja, Direttrice del Dipartimento per le statistiche sociali e demografiche. In Italia il livello di istruzione e il confronto con l’Europa: nel 2024, in Italia, il 66,7% delle persone di 25-64 anni ha almeno una qualifica o un diploma secondario superiore, 13,8 punti percentuali inferiore alla media europea (80,5%). Un gap particolarmente significativo, poiché questo titolo di studio è considerato il livello di formazione minimo indispensabile per una partecipazione al mercato del lavoro. Tra le donne la quota raggiunge il 69,4%, mentre si ferma al 64% tra gli uomini; i livelli più bassi si osservano nel Mezzogiorno, Sicilia (56,1%).
 

Roma, 08/10/2025 - Il livello di istruzione in Italia e il confronto con l’Europa Nel 2024, in Italia, il 66,7% delle persone di 25-64 anni ha almeno una qualifica o un diploma secondario superiore, quota di 13,8 punti percentuali inferiore alla media europea (80,5%): si tratta di un gap particolarmente significativo, poiché questo titolo di studio è considerato il livello di formazione minimo indispensabile per una partecipazione al mercato del lavoro con un potenziale di crescita professionale. Tra le donne la quota raggiunge il 69,4%, mentre si ferma al 64% tra gli uomini; i livelli più bassi si osservano nel Mezzogiorno, in particolare in Campania (58,5%), Puglia (56,9%), Sardegna (56,8%) e Sicilia (56,1%).

 L’Italia risulta in ritardo rispetto agli altri Paesi europei anche con riferimento all’istruzione terziaria della popolazione più giovane: nel 2024, i 25-34enni in possesso di un titolo di studio terziario sono il 44,1% nell’Ue27 e il 31,6% in Italia; quote più elevate si osservano nel Nord (33,6% nel Nord-ovest e 35,7% nel Nord- Est), le più basse nel Mezzogiorno (26,9% nel Sud e 23,7% nelle Isole). 

Ai divari territoriali, si sommano quelli di genere: in questa stessa classe di età, le donne laureate sono il 38,5%, contro il 25% di uomini; inoltre, analizzando congiuntamente genere e territorio di residenza, la quota dei laureati varia tra il 42,6% delle donne al Nord e il 21,1% degli uomini nel Mezzogiorno.

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