Case rifugio per le vittime di violenza: la Convenzione sulla prevenzione e la lotta contro la violenza sulle donne

Le Case rifugio e le strutture residenziali non specializzate per le vittime di violenza. La Convenzione del Consiglio d’Europa sulla prevenzione e la lotta contro la violenza sulle donne e contro la violenza domestica (Istanbul, 2011) prevede che gli Stati aderenti predispongano “servizi specializzati di supporto immediato, nel breve e lungo periodo, per ogni vittima di un qualsiasi atto di violenza che rientra nel campo di applicazione” della Convenzione. A partire dalla ratifica in Italia della suddetta Convenzione i Piani nazionali contro la violenza hanno segnato un importante cambio di passo nella conoscenza del sistema della protezione delle donne vittime di violenza. L’Istat ha iniziato dal 2017 a rilevare dati sul Sistema della Protezione delle donne vittime di violenza. Nel 2018 sono state avviate le Indagini sulle prestazioni ed erogazioni dei servizi offerti dai Centri antiviolenza e analoga rilevazione sulle Case rifugio, nel 2020 è stata realizzata la rilevazione statisti...

Previdenza e pensioni: la Sicilia conta 1,14 milioni di pensionati, di cui il 51% donne. Importo medio inferiore alla media nazionale

Rapporto annuale INPS mercato del lavoro siciliano. A Catania la seconda tappa di presentazione. “Il Sud non è solo una sfida: è la chiave del nostro futuro”. Con queste parole il Presidente dell’INPS Gabriele Fava ha concluso oggi a Catania, presso l’Università degli Studi, la seconda tappa di presentazione del Rapporto annuale INPS. 

Roma, 9 ottobre 2025 - Sul fronte previdenziale la Sicilia conta circa 1,14 milioni di pensionati, di cui il 51% donne. Al 31 dicembre 2024 l’importo medio delle pensioni, sia dei maschi che delle femmine, era inferiore alla media nazionale e pari rispettivamente a €1.828/1.421 euro (media nazionale di € 2.143/1.595), con un gender gap del 28%. Se consideriamo le nuove pensioni il 42% riguardano i trattamenti previdenziali, e rispetto al 2023 crescono i trattamenti assistenziali (11,2% vs 6,5% nazionale), soprattutto nella componente invalidità civile, segno di un sistema che non abbandona i più fragili.

Sono alcuni dati del XXIV Rapporto Annuale INPS, uno dei più autorevoli strumenti di

analisi e interpretazione del sistema economico e sociale del Paese presentati oggi a Catania.

L’incontro moderato da Antonio Guidara è stato organizzato in collaborazione con la

Direzione regionale INPS Sicilia e l’Ateneo catanese, dopo i saluti istituzionali del Magnifico

Rettore, Enrico Foti, e del direttore regionale INPS, Sergio Saltalamacchia, ha visto gli

interventi di Gianfranco Santoro Direttore centrale Studi e ricerche di INPS e la dirigente

Monica Paiella, che hanno illustrato i contenuti principali del Rapporto. Il documento, come

ogni anno, rappresenta uno strumento fondamentale per la comprensione delle trasformazioni

del mercato del lavoro, delle dinamiche previdenziali e delle politiche sociali, offrendo una

fotografia aggiornata e approfondita della realtà italiana. A seguire, intervento di Roberto

Cellini, direttore del dipartimento di Economia e Impresa dell’Ateneo che ha proposto un

commento critico e analitico sui dati e le prospettive delineate dal Rapporto, con particolare

attenzione al contesto territoriale e alle implicazioni per il Mezzogiorno. Conclusioni affidate

al Presidente INPS.


La presentazione del Rapporto è stata anche l’occasione per annunciare la nascita del Master

in “Consulenza del Lavoro”, promosso dall’Università di Catania in collaborazione con

l’INPS e con la Consulta regionale degli Ordini dei Consulenti del Lavoro della Sicilia,

coordinato da Luigi Bonaventura, il nuovo percorso formativo intende fornire competenze

avanzate nell’ambito della gestione dei rapporti di lavoro, delle politiche previdenziali e

dell’amministrazione del personale, rispondendo alle esigenze di un mercato in continua

evoluzione.

Un Mezzogiorno che non si arrende

“I dati della Sicilia raccontano un Mezzogiorno che non si arrende — ha dichiarato Fava

—Crescono gli occupati, cresce l’impresa, cresce la fiducia. È un segnale che ci incoraggia: il

lavoro c’è, soprattutto quello femminile, e la previdenza tiene. Ma serve continuare a investire

sui giovani e sulle donne, perché lì si gioca il futuro del Paese. Il Rapporto annuale INPS non

è un faldone di numeri. È la nostra bussola, nazionale e territoriale. Ci dice chi siamo oggi e

dove possiamo arrivare domani. Solo se leggiamo bene la realtà possiamo cambiare la vita

delle persone. Questo è il compito dell’INPS: trasformare i dati in decisioni, le analisi in

servizi, i numeri in fiducia.”

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