Caro voli in rima: "Se in Sicilia vuoi tornare 800 euro devi pagare"

Festività in Sicilia è ormai sinonimo di caro voli. Anche quest’anno, tornare a casa per Pasqua sarà proibitivo per tantissimi emigrati. Da una rilevazione di Federconsumatori Sicilia, aggiornata al 18 marzo 2026, emerge il seguente quadro se si sceglie di partire il 2 o 3 aprile e tornare il 7: un volo di andata e ritorno con Ryanair da Milano verso Catania costa 407,39 €; per viaggiare da Torino 431,98€. Non migliora la situazione per chi ha necessità di atterrare all’aeroporto di Palermo: il volo costa 352,64 € da Bergamo e 410,15 euro da Verona €. Peggiora la situazione se si sceglie di volare con Ita Airways: 470,5 euro per un volo Milano-Palermo, 540,88 per la tratta Bologna Catania. 19 mar 2026 - Il fenomeno del caro voli, ormai strutturale nei periodi di alta domanda come le festività, continua a colpire in modo particolare la Sicilia, dove la mobilità dipende quasi esclusivamente dal trasporto aereo. La combinazione tra domanda concentrata in pochi giorni, offerta lim...

Vino leva strategica che innalza la reputazione, un motore per la Sicilia

Vino, Di Stefano: “Leva strategica che innalza reputazione Sicilia”. La presidente di Federalberghi Palermo alla presentazione della Guida dei Vini 2026. Vittoria ha portato il Cerasuolo nel mondo con un +40% di export. Gangi ha visto aumentare i visitatori del 32% in tre anni: il 41% arriva per vini delle Madonie. Pranzi lenti, esperienze di gusto autentiche. “Un turista enogastronomico spende in media tra 155 e170 euro al giorno, contro i 115 euro del turista tradizionale" 

Palermo, 2 dicembre 2025 - “Dove il vino è diventato leva strategica, sono cambiati i territori, l’economia, la reputazione internazionale della Sicilia”. Lo dice Rosa Di Stefano, presidente di Federalberghi Palermo e Ceo del gruppo Far Hotels, che ha partecipato al talk dal titolo “Vino, tra cultura e turismo: un motore per la Sicilia” nel corso della presentazione della Guida dei Vini 2026 pubblicata dal Giornale di Sicilia. La presidente degli albergatori palermitani ha portato alcuni esempi di crescita economica grazie al vino.
“L’Etna, in dieci anni, ha visto crescere le cantine da quaranta a oltre centocinquanta - continua Di Stefano - con un indotto che supera i 150 milioni l’anno e un aumento delle presenze fuori stagione del 34%. Marsala, per anni considerata “vintage”, ha trasformato la sua identità e oggi registra un +27% di flussi turistici annuali e un inverno che vale più del 20% del totale grazie alle visite in cantina, alle saline, agli eventi. Menfi cresce del 18% l’anno in spesa turistica e del 29% nelle notti vendute in bassa stagione. Vittoria ha portato il Cerasuolo nel mondo con un +40% di export e una permanenza media che è salita da 1,8 a 2,6 giorni. E Gangi, che oggi vive una nuova stagione di attenzione internazionale, ha visto aumentare i visitatori del 32% in tre anni: il 41% arriva per vini delle Madonie, pranzi lenti, esperienze di gusto autentiche”.
Ma c’è un dato che, per chi fa parte del settore turistico e dell’accoglienza, pesa più di tutti.
“Un turista enogastronomico spende in media tra 155 e170 euro al giorno, contro i 115 euro del turista tradizionale - incalza Di Stefano - E soprattutto rimane di più: 3,4 notti in media, che diventano cinque in occasione di vendemmie, itinerari enogastronomici o festival di settore. In sintesi - conclude l’imprenditrice - questo significa che il vino non porta un calice in più. Porta tempo, relazioni e valore economico per tutto il territorio. Ogni bottiglia di vino che viene raccontata bene e servita bene in albergo, al ristorante, in enoteca, mette in circolo valore per chi coltiva, per chi trasforma, per chi accoglie e per chi comunica”.

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