Caro voli in rima: "Se in Sicilia vuoi tornare 800 euro devi pagare"

Festività in Sicilia è ormai sinonimo di caro voli. Anche quest’anno, tornare a casa per Pasqua sarà proibitivo per tantissimi emigrati. Da una rilevazione di Federconsumatori Sicilia, aggiornata al 18 marzo 2026, emerge il seguente quadro se si sceglie di partire il 2 o 3 aprile e tornare il 7: un volo di andata e ritorno con Ryanair da Milano verso Catania costa 407,39 €; per viaggiare da Torino 431,98€. Non migliora la situazione per chi ha necessità di atterrare all’aeroporto di Palermo: il volo costa 352,64 € da Bergamo e 410,15 euro da Verona €. Peggiora la situazione se si sceglie di volare con Ita Airways: 470,5 euro per un volo Milano-Palermo, 540,88 per la tratta Bologna Catania. 19 mar 2026 - Il fenomeno del caro voli, ormai strutturale nei periodi di alta domanda come le festività, continua a colpire in modo particolare la Sicilia, dove la mobilità dipende quasi esclusivamente dal trasporto aereo. La combinazione tra domanda concentrata in pochi giorni, offerta lim...

IL MESSAGGIO DEL PRESIDENTE LOMBARDO: "IL GENERALE DALLA CHIESA HA APERTO LE COSCIENZE DEI SICILIANI”

Il Presiedente della Regione Siciliana, on. Raffaele Lombardo, in occasione dell'anniversario dell'omicidio del generale Carlo Alberto dalla Chiesa, della moglie, Emanuela Setti Carraro, e dell’agente di Ps, Domenico Russo, diffonde il seguente messaggio
Palermo, 3 settembre 2009 - “Qui è rinata la speranza dei siciliani onesti”. Così bisognerebbe riscrivere il cartello che fu posto all'alba del 4 settembre, in via Isidoro Carini, nel luogo in cui ventisette anni fa caddero per mano mafiosa Carlo Alberto Dalla Chiesa, sua moglie Emanuela Setti Carraro e l’agente Domenico Russo.

Quell'attentato, quel vile attentato, ha infatti segnato le coscienze dei siciliani. E da quella mattina è iniziato un percorso a rovescio che ha smontato la credibilità e la temibilità della mafia, intesa come organizzazione alternativa, sostitutiva dei poteri dello Stato che aveva dominato senza contrasto negli anni della Sicilia rurale.

Da allora è lentamente cresciuta, giorno dopo giorno, la fiducia nelle istituzioni, la voglia di riscatto, la volontà di farcela da soli. Ed è diminuita, fino a sparire, la paura nei confronti dei mafiosi, forti e spacconi nel rapporto con i deboli, ma pronti ad arrendersi, a trattare e a pentirsi, se messi a confronto con uomini e istituzioni forti e determinate.
Oggi, nel ricordare il generale-prefetto Dalla Chiesa, che andava in giro per Palermo senza scorta, a bordo della sua utilitaria, dobbiamo rendere onore al suo coraggio e alla sua intelligenza. Quel suo modo di ostentare sicurezza, di guardare il nemico negli occhi senza temerlo, ci ha fatto capire che la mafia si può e si deve battere.
E la crisi economica dei nostri giorni, che ha messo ciascuno di noi dinanzi a gravissime responsabilità, conferma che la mafia è un costo, parassitario, che la Sicilia e i siciliani non possono e non vogliono permettersi.

Non dimenticheremo quella tragica notte di settembre. Ha aperto le coscienze dei siciliani. E li ha resi adulti dinanzi alla mafia.

Raffaele Lombardo Presidente della Regione Siciliana

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