Divario digitale dal Mezzogiorno alla Sicilia, un ostacolo strutturale allo sviluppo economico e sociale

  DIVARIO DIGITALE: SICILIA INDIETRO ANTOCI APRE IL CASO A BRUXELLES. Antoci: “Senza interventi concreti, Sicilia e Mezzogiorno rischiano di restare indietro anche nell’istruzione digitale.” Strasburgo, 29 aprile 2026 – Il persistente divario digitale tra le regioni italiane, con particolare riferimento al Mezzogiorno e alla Sicilia, continua a rappresentare un ostacolo strutturale allo sviluppo economico e sociale, incidendo in modo diretto anche sul sistema scolastico e sulle opportunità delle nuove generazioni. Per questo l’europarlamentare del Movimento 5 Stelle Giuseppe Antoci ha presentato un’interrogazione alla Commissione europea, chiedendo una valutazione aggiornata del fenomeno e misure concrete per ridurre le disuguaglianze territoriali nell’accesso alle tecnologie digitali e all’istruzione. “Secondo i dati più recenti – dichiara Antoci – l’Italia è ancora lontana dagli obiettivi europei sulle competenze digitali di base. Una situazione che diventa ancora più critica nel...

VILLAROSA M5S, INQUINAMENTO MARINO: “BEN 9 COMUNI DEL MESSINESE NON DISPONGONO DI ALCUN PRESIDIO DEPURATIVO”

Risulta sconcertante la consultazione del documento ufficiale relativo al catasto degli scarichi della provincia di Messina, su 213 scarichi ufficiali, 77 (il 36%) non subiscono alcun trattamento, 69 un trattamento di 1° o 2° livello e solo 67 un trattamento di 3° livello
05/08/2015 - Ben 9 Comuni del Messinese non dispongono di alcun presidio depurativo a servizio della pubblica fognatura, 19 Comuni sono serviti solo in parte da sistemi depurativi (ed tra questi Barcellona, Merì, Milazzo, Montalbano, Patti Rodì e Santa Lucia), 4 Comuni hanno uno scarico bruto in mare (Milazzo è uno di questi) altri 4 Comuni non dispongono di condotta sottomarina (Oliveri) ed altri 14 Comuni con infrastrutture danneggiate, inattive o a funzionalità ridotta come Milazzo che riesce ad effettuare l’ossidazione biologica solo per metà del carico in ingresso.

Il 27 luglio siamo andati a visitare, a sorpresa, il depuratore di Barcellona Pozzo di Gotto, ed abbiamo trovato un impianto funzionante che affronta annualmente dei costi di gestione che fanno pensare ad un reale ed effettivo trattamento depurativo. Abbiamo già predisposto un accesso agli atti per farci un’idea sul corretto funzionamento del depuratore di Milazzo (ad esempio il consumo di energia elettrica e le fatture relative allo smaltimento dei fanghi di depurazione) e lo faremo anche per molti altri comuni della provincia di Messina. Per quanto riguarda invece i dati raccolti e diffusi da “Goletta Verde” con gli ultimi rilevamenti consultabili sul sito di Legambiente-GolettaVerde, sono stati 25 i puti di prelievo siciliani, di questi solo 8 campionamenti risultano “entro i limiti”.

In particolare nella provincia di Messina su 4 punti di prelievo, tutti sulla costa tirrenica, solo uno risulta “fortemente inquinato” quello di Barcellona Pozzo di Gotto, località Cantone, punto di prelievo “Foce Torrente Termini o Patrì”. Sull’inquinamento del mare Barcellonese, abbiamo preparato un’interrogazione parlamentare al Ministro dell’ambiente. Dalle cronache giudiziarie degli ultimi anni si potrebbe ipotizzare che il particolare dato rilevato da Goletta Verde sulla zona Barcellona P.G./Terme Vigliatore potrebbe derivare da forme di inquinamento relative a possibili scarichi illegali diretti (a mare) o indiretti (nei vari torrenti Longano, Idria, Mela, Patrì).



Alessio Villarosa

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