Niscemi interviene Sigea: atti di compravendita di un immobile, è il colpo nella pistola della “roulette russa”

Niscemi interviene Sigea.  La Società Italiana di Geologia Ambientale propone che gli atti di compravendita di un immobile contengano anche il certificato che descriva i pericoli geologici riguardanti le aree interessate.  "In Italia oggi la popolazione a rischio frane è 1.284.960 e a rischio alluvioni è 6.818.375; gli edifici rispettivamente 742.192 e 1.549.759; le imprese rispettivamente 74.974 e 642.979.  Questi sono i numeri che l’ISPRA raccoglie dall’ISTAT e dalle Autorità di Bacino".    31/01/2026 - "Nessuna delle famiglie che stanno vivendo il drammatico disagio a Niscemi, e quelle che saranno coinvolte nei prossimi mesi, avrebbe investito tutti i propri risparmi per la cosa che tutti riteniamo il rifugio economico, materiale e sociale per eccellenza, la propria casa, sapendo che un giorno una frana l’avrebbe distrutta. Nessuna delle famiglie sfollate, avrebbe con ogni probabilità investito tutti i propri risparmi per la casa sapendo che un giorno una fra...

SUD: MENO COMPETITIVI IL MERCATO DEL LAVORO E LA QUALITA' DELLE ISTITUZIONI

20/05/2016 - Il Sud del nostro paese si conferma meno competitivo rispetto all'Europa e i deficit maggiori si riscontrano soprattutto nella preparazione tecnologica (37,3 punti rispetto a 50), mercato del lavoro (37,7 contro 50) e qualità delle istituzioni (36,6 contro 51,4). L’altra faccia del nostro Mezzogiorno è il benessere fisico della popolazione (54,3 punti rispetto alla media europea di 49,4) e a livello regionale il settore dell'intermediazione finanziaria e delle consulenze specialistiche laddove Calabria, Sardegna, Molise e Campania registrano performances superiori alla media europea.
Sono questi alcuni dei dati dello studio 'Divari di competitività tra regioni durante la sovereign debt crisis: il Mezzogiorno tra resistenza e resa' dei professori M. Aria, G. Lucio Gaeta e U.Marani, pubblicato sulla Rivista Svimez edito da Il Mulino e diretto da Riccardo Padovani.
Lo studio prende in esame gli andamenti della competitività di 255 aree territoriali appartenenti a 27 paesi europei diversi con attenzione a quelli delle regioni meridionali per gli anni 2010-13, in base a elaborazioni sugli ultimi dati Eurostat disponibili.

Nove punti in meno della media Ue il Sud li registra nel 2013 nell'accesso all'istruzione superiore (40,3 contro 49,6). Va ancora peggio nel campo della preparazione tecnologica (37,3 nel 2013, in calo di 5 punti rispetto ai 42,3 del 2010, ben lontani dai 50,5 della media Ue), dell'efficienza del mercato del lavoro (37,7 al Sud contro una media Ue di 50,4 e di 52,9 al Nord Italia nel 2013) e nella qualità delle istituzioni: qui il Sud si ferma nel 2013 a 36,6, in calo rispetto al 2010 (40,3) e distante dalla media Ue di 51,4.

Giù tutte le regioni meridionali, ma nell'intermediazione finanziaria Calabria, Sardegna, Molise e Campania sono superiori alla media Ue. Più nello specifico, è stato possibile scorporare per indicatore le dinamiche di tutte le regioni italiane, sia meridionali che settentrionali, ponendole in relazione alla media Ue. Se le regioni meridionali registrano performances inferiori alle regioni del Centro-Nord e della media Ue per molti indicatori, va rilevata l'eccezione della business sophistication, in cui la Calabria registra una performance decisamente superiore alla media Ue, seguita dalla Sardegna, Sicilia, e Puglia.

Inoltre tra le regioni del Sud vanno segnalate la buona performances della Sardegna, seconda in Italia solo a Trento per infrastrutture, e al quarto posto per preparazione tecnologica della popolazione; il buon posizionamento del Molise, quinto in Italia per il benessere fisico dei residenti, secondo per dimensione del mercato interno e terzo per l'accesso all'istruzione superiore. Ma non si possono nutrire illusioni: “nessuna di queste eccezioni -si legge nello studio- è tale da garantire un significativo miglioramento della competitività di queste regioni, che rimangono tutte nel club delle maggiormente svantaggiate.

Nel complesso le analisi condotte restituiscono l'idea di una crisi di competitività che contribuisce ad aggravare il divario interno e alimenta la marginalizzazione del Paese rispetto all'Europa; i dati suscitano particolare preoccupazione perché suggeriscono il rischio di ulteriore arretramento delle economie del Mezzogiorno negli anni a venire”.

(Fonte: Regioni.it)

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