Niscemi interviene Sigea: atti di compravendita di un immobile, è il colpo nella pistola della “roulette russa”

Niscemi interviene Sigea.  La Società Italiana di Geologia Ambientale propone che gli atti di compravendita di un immobile contengano anche il certificato che descriva i pericoli geologici riguardanti le aree interessate.  "In Italia oggi la popolazione a rischio frane è 1.284.960 e a rischio alluvioni è 6.818.375; gli edifici rispettivamente 742.192 e 1.549.759; le imprese rispettivamente 74.974 e 642.979.  Questi sono i numeri che l’ISPRA raccoglie dall’ISTAT e dalle Autorità di Bacino".    31/01/2026 - "Nessuna delle famiglie che stanno vivendo il drammatico disagio a Niscemi, e quelle che saranno coinvolte nei prossimi mesi, avrebbe investito tutti i propri risparmi per la cosa che tutti riteniamo il rifugio economico, materiale e sociale per eccellenza, la propria casa, sapendo che un giorno una frana l’avrebbe distrutta. Nessuna delle famiglie sfollate, avrebbe con ogni probabilità investito tutti i propri risparmi per la casa sapendo che un giorno una fra...

DISCARICA DI MAZZARRÀ, QUANDO I RIFIUTI DIVENTANO UN AFFARE PER POCHI

L’emergenza alla discarica di Mazzarrà è l’ennesimo esempio di ciò che succede quando i rifiuti diventano affare per pochi a danno della collettività: scempio ambientale e pericoli per la salute. Purtroppo ciò vale sempre, sia che si tratti di discariche che di inceneritori.

Mazzarrà S. Andrea (Messina), 26/08/2017 – Per oltre un decennio una società mista (composta da privati con la partecipazione del comune di Mazzarrà) ha fatto affari colossali depositando in una collina posta a ridosso del centro abitato di Furnari milioni di tonnellate di rifiuti, alcuni provenienti anche dalla Campania, senza una preventiva biostabilizzazione. Qualche anno fa la magistratura ha disposto la chiusura della discarica, che però non è mai stata messa in sicurezza. Troppo spesso infatti le istituzioni si sono disinteressate dei rischi per la salute dei cittadini del nostro comprensorio.

Come risultato un fiume di liquame tossico, prodotto dai rifiuti non biostabilizzati della discarica, ha raggiunto il sottostante torrente. Come se non bastasse negli ultimi giorni i rifiuti della discarica sono andati incontro a fenomeni verosimilmente di autocombustione, tanto che si è sviluppato un vero e proprio incendio di rifiuti. Tuttò ciò è il prodotto di una gestione dissennata dei rifiuti, che continua a violare la direttiva europea che da quasi dieci anni impone in via prioritaria misure come la prevenzione, la raccolta differenziata ed il riciclaggio.

Una direttiva recepita ma mai applicata dallo Stato italiano, che di fatto continua a dare priorità agli inceneritori, e men che meno dalla Regione Siciliana, che continua a depositare rifiuti nelle discariche senza neanche una preventiva biostabilizzazione. A pochi Km di distanza dalla discarica di Mazzarrà un’altra società mista, la lombarda A2A, vorrebbe lucrare stavolta bruciando milioni di tonnellate di rifiuti, che potrebbero provenire da tutta Italia, nella già martoriata valle del Mela.

Il Comitato dei cittadini contro l’inceneritore del Mela esprime solidarietà ai cittadini di Furnari, Mazzarrà S.Andrea e Terme Vigliatore e si unisce alla loro richiesta di IMMEDIATA messa in sicurezza della discarica. Chiediamo inoltre con forza che la Regione esca finalmente dal suo torpore e si decida a difendere gli interessi e la salute dei siciliani con atti concreti:

* Dando il via a procedure d’urgenza che possano portare in breve tempo alla realizzazione, anzichè degli odiati inceneritori, di impianti di compostaggio, riciclaggio e selezione meccanica dei rifiuti con recupero di materia;
* Obbligando i gestori delle discariche a dotarsi immediatamente di impianti di biostabilizzazione;
* Esautorando i Sindaci che non si adoperano per estendere la raccolta differenziata;
* Esprimendo finalmente un parere negativo nei confronti del progetto A2A del mega-inceneritore del Mela.

Comitato dei cittadini contro l'inceneritore del Mela

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