Divario digitale dal Mezzogiorno alla Sicilia, un ostacolo strutturale allo sviluppo economico e sociale

  DIVARIO DIGITALE: SICILIA INDIETRO ANTOCI APRE IL CASO A BRUXELLES. Antoci: “Senza interventi concreti, Sicilia e Mezzogiorno rischiano di restare indietro anche nell’istruzione digitale.” Strasburgo, 29 aprile 2026 – Il persistente divario digitale tra le regioni italiane, con particolare riferimento al Mezzogiorno e alla Sicilia, continua a rappresentare un ostacolo strutturale allo sviluppo economico e sociale, incidendo in modo diretto anche sul sistema scolastico e sulle opportunità delle nuove generazioni. Per questo l’europarlamentare del Movimento 5 Stelle Giuseppe Antoci ha presentato un’interrogazione alla Commissione europea, chiedendo una valutazione aggiornata del fenomeno e misure concrete per ridurre le disuguaglianze territoriali nell’accesso alle tecnologie digitali e all’istruzione. “Secondo i dati più recenti – dichiara Antoci – l’Italia è ancora lontana dagli obiettivi europei sulle competenze digitali di base. Una situazione che diventa ancora più critica nel...

Ospedale di Sant’Agata Militello: “Non si chiede la luna ma solo il ripristino di servizi già attivi"

Interrogazione parlamentare dell’on. Laccoto sull’Ospedale di Sant’Agata Militello

Palermo, 25/01/2021 - “C’è una vasta porzione di territorio provinciale, quella che dalla zona centrale dei Nebrodi giunge al confine con la provincia di Palermo con una popolazione di circa 150mila abitanti
che, di fatto, è sprovvista di servizi sanitari pubblici di grande importanza come la gestione
del paziente affetto da patologia cardiaca acuta, la cura delle malattie dell'apparato
gastrointestinale ed è sguarnita di un percorso nascita, cioè di una struttura attrezzata che
segua la gravidanza, il parto e i periodi immediatamente successivi alla nascita del bambino.
Sono condizioni inaccettabili per un paese che voglia essere moderno, civile ed evoluto”.
Con queste parole il deputato regionale Giuseppe Laccoto commenta l’interrogazione
presentata al Presidente della Regione e all’Assessore per la Salute sulle inefficienze e sulla
mancata attivazione di alcuni servizi sanitari all’Ospedale di Sant’Agata Militello,
classificato come presidio di base nel decreto di due anni fa relativo all’adeguamento della
rete ospedaliera siciliana. “Eppure, nonostante proprio quel decreto garantisse per l’ospedale
santagatese servizi primari di assistenza sanitaria, ricovero e cura dei pazienti, abbiamo
assistito ad un progressivo impoverimento strutturale oltre che di personale del presidio che
è riferimento del vasto comprensorio dei Nebrodi”.

Nell’interrogazione parlamentare, l’on. Laccoto ricorda la risonanza magnetica non ancora
entrata in funzione e oggetto di un altro atto ispettivo, la Gastroenterologia chiusa da diversi
mesi per la manutenzione dei macchinari oltre che per la mancanza di medici. Inoltre, scrive
Laccoto, “le Unità operative complesse di Ostetricia/Ginecologia e Chirurgia sono state
declassate a strutture semplici, l’Unità complessa di Pediatria è stata ridimensionata a
struttura semplice insieme a neonatologia, l’Unità di Terapia Intensiva Coronarica non è
mai entrata in funzione, l’attività ortopedica è stata drasticamente ridotta per la mancanza di
medici con il conseguente trasferimento di pazienti in altri presidi ospedalieri della
Provincia e nelle cliniche private”. Un quadro decisamente sconfortante a cui si aggiunge,
dal settembre 2019, la sospensione dell’operatività del punto nascita. 

“Una carenza gravissima – commenta ancora l’on. Laccoto – resa ancor più pesante dalla chiusura del
punto nascita dell’Ospedale di Mistretta che priva l’intera fascia occidentale della Provincia
di Messina di una struttura fondamentale per le gestanti e le loro famiglie. La richiesta di
deroga alla chiusura, che dovrebbe essere costantemente sostenuta dalla Regione, è
pendente al Ministero, ma ritengo prioritario avviare il potenziamento strutturale e la messa
in sicurezza del punto nascita con somme che sarebbero già a disposizione per circa un
milione di euro”.

“Non si chiede la luna – conclude l’on. Laccoto – ma solo il ripristino di servizi già attivi in
precedenza, il rispetto di quanto previsto nella classificazione di Ospedale di Base e, in
generare, la garanzia per il territorio dei Nebrodi della piena realizzazione del diritto alla
salute”.

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