Divario digitale dal Mezzogiorno alla Sicilia, un ostacolo strutturale allo sviluppo economico e sociale

  DIVARIO DIGITALE: SICILIA INDIETRO ANTOCI APRE IL CASO A BRUXELLES. Antoci: “Senza interventi concreti, Sicilia e Mezzogiorno rischiano di restare indietro anche nell’istruzione digitale.” Strasburgo, 29 aprile 2026 – Il persistente divario digitale tra le regioni italiane, con particolare riferimento al Mezzogiorno e alla Sicilia, continua a rappresentare un ostacolo strutturale allo sviluppo economico e sociale, incidendo in modo diretto anche sul sistema scolastico e sulle opportunità delle nuove generazioni. Per questo l’europarlamentare del Movimento 5 Stelle Giuseppe Antoci ha presentato un’interrogazione alla Commissione europea, chiedendo una valutazione aggiornata del fenomeno e misure concrete per ridurre le disuguaglianze territoriali nell’accesso alle tecnologie digitali e all’istruzione. “Secondo i dati più recenti – dichiara Antoci – l’Italia è ancora lontana dagli obiettivi europei sulle competenze digitali di base. Una situazione che diventa ancora più critica nel...

Acqua e servizio idrico, Palmeri: “Il nuovo Ddl del Governo non supera le criticità"

Acqua e servizio idrico. Palmeri “Nuovo Ddl del Governo non supera criticità". “Il nuovo testo del disegno di legge sul servizio idrico integrato sembra aver recepito alcuni suggerimenti venuti dall’opposizione, ma restano forti criticità e perplessità.”

Palermo, 11/11/2021 - Lo dichiara Valentina Palmeri, vicepresidente commissione IV all’Ars e portavoce dei Verdi Europa-Verdi dopo aver analizzato il nuovo testo proposto ieri dal Governo regionale. "Il disegno di legge – afferma la Palmeri - è stato infatti 'snellito' di alcuni aspetti controversi ma non possiamo non manifestare dubbi verso questa forma di accentramento di alcune funzioni della nuova autorità che verrebbe costituita (AIS); un’autorità pensata, a dire del Governo, per velocizzare la redazione dei piani d'ambito e di altri adempimenti per accedere alle risorse del PNRR, ma che invece sembrerebbe assumere in sé poteri che oggi sono in capo ai sindaci, come la decisione finale rispetto alle forme gestionali, lasciando ai territori, quindi, la sola facoltà di proposta.”

“Il problema della Sicilia - continua la deputata - non è sostituirsi nelle scelte gestionali ma determinare e individuare le risorse pubbliche disponibili per fare le opere, e quindi serve una struttura tecnica regionale operativa di supporto alle ATI e ai singoli comuni sui progetti. Basti ricordare che per la mancata redazione dei progetti abbiamo subito diverse ben tre procedure di infrazione comunitaria.
Ciò che temo è anche che si possa risolvere tutto ciò in un aumento dei costi per i cittadini per il funzionamento di questa nuova autorità, che andrebbe a gravare sulla tariffa.
 
Infine, - conclude Palmeri - credo con questa nuova legge non si supererebbero le criticità della legge 19, ad esempio la suddivisione su base politico-amministrativa (provinciale) degli ambiti piuttosto che su scala di bacino o bacini idrografici contigui, cosa che non consente di superare i gravi e attualissimi problemi legati al bilanciamento idrico e al corretto monitoraggio a tutela della risorsa, e la mancata creazione di un coordinamento solidaristico tra i vari ambiti per sopperire alle carenze idriche di vaste aree della Regione, concetto alla base del principio dell'acqua pubblica".

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