Divario digitale dal Mezzogiorno alla Sicilia, un ostacolo strutturale allo sviluppo economico e sociale

  DIVARIO DIGITALE: SICILIA INDIETRO ANTOCI APRE IL CASO A BRUXELLES. Antoci: “Senza interventi concreti, Sicilia e Mezzogiorno rischiano di restare indietro anche nell’istruzione digitale.” Strasburgo, 29 aprile 2026 – Il persistente divario digitale tra le regioni italiane, con particolare riferimento al Mezzogiorno e alla Sicilia, continua a rappresentare un ostacolo strutturale allo sviluppo economico e sociale, incidendo in modo diretto anche sul sistema scolastico e sulle opportunità delle nuove generazioni. Per questo l’europarlamentare del Movimento 5 Stelle Giuseppe Antoci ha presentato un’interrogazione alla Commissione europea, chiedendo una valutazione aggiornata del fenomeno e misure concrete per ridurre le disuguaglianze territoriali nell’accesso alle tecnologie digitali e all’istruzione. “Secondo i dati più recenti – dichiara Antoci – l’Italia è ancora lontana dagli obiettivi europei sulle competenze digitali di base. Una situazione che diventa ancora più critica nel...

DDL Bilancio, prima si paga, poi si fa causa: “Giustizia medievale solo per ricchi”

DDL Bilancio, prima si paga, poi si fa causa. Avvocati OCF: “Giustizia medievale solo per ricchi”. L'art. 192 del DDL di Bilancio prevede il pagamento anticipato del contributo unificato per iscrivere la causa civile al ruolo, pena la nullità del ricorso. Secondo gli Avvocati OCF, una riforma del sistema che contrasta apertamente con l'art. 24 della Costituzione. Una disposizione punitiva non tanto verso l'avvocatura, quanto verso gli utenti
 

15/11/2021 - Fermo rifiuto da parte dell’Organismo Congressuale Forense alla formulazione, resa nota in queste ore, dell'art. 192 del DDL di Bilancio, che prevede il pagamento anticipato del contributo unificato per iscrivere la causa civile al ruolo, pena la nullità del ricorso. Secondo gli Avvocati OCF, una riforma del sistema che contrasta apertamente con l'art. 24 della Costituzione (su questo si vedano precedenti analoghi della Corte Costituzionale) e trova la ferma contrarietà dell'Organismo Congressuale Forense, convocato in assemblea straordinaria sul punto per la giornata di domani.

"L'accesso alla Giurisdizione deve essere assicurato a tutti, senza discriminazioni di censo e senza che l'entità dei costi costituisca elemento dissuasivo - spiega Giovanni Malinconico, coordinatore OCF - così come rivendicato nel Manifesto dell'Avvocatura Italiana per l'effettività della tutela dei diritti e per la la salvaguardia della Giurisdizione approvato dal Congresso Nazionale Forense su iniziativa dell'OCF".

Per far comprendere appieno la rilevanza della questione, basti dire che il contributo unificato varia a seconda del valore della causa e in determinate circostanze può ammontare a diverse migliaia di euro. Non solo. La norma, per come formulata, sembra prevedere il rigetto della domanda anche nel caso in cui il pagamento risulti errato per un calcolo sbagliato sul valore della controversia.

"Si tratta di una disposizione che, col pretesto di combattere l'evasione, si mostra punitiva non tanto verso l'avvocatura, quanto verso gli utenti i cui diritti gli Avvocati difendono - conclude Malinconico - col risultato che chi ha meno disponibilità economiche potrebbe rinunciare a chiedere giustizia. Un ritorno al Medioevo".
Per contrastare la riforma, l'Organismo Congressuale Forense non esclude il ricorso a qualunque strumento, inclusa l'agitazione della categoria.

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